“Ora il negozio è nostro”, sogghignò mia suocera, ignara di chi possedesse la merce sugli scaffali
“Il negozio è nostro adesso,” sogghignò mia suocera, ignara di chi possedesse davvero la merce sugli scaffali. Alina stava dietro la mia cassa, contando efficientemente banconote da mille rubli. Lo faceva lentamente, inumidendo l’indice con la lingua e lasciando segni umidi sugli angoli delle banconote. Mi fermai sulla soglia del magazzino, tenendo il mio pesante […]
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