Sono venuta da mio figlio senza avvisare: ad aprire la porta è stato uno sconosciuto, con addosso l’accappatoio di mio figlio. Dal bagno, la nuora ha gridato sotto la doccia: «Amore, mi strofini la schiena?»
La borsa pesante della spesa le tirava la spalla, la tracolla s’incideva nel vecchio cappotto, ma Galina Petrovna non faceva caso al fastidio. Nel thermos ondeggiava un borsch ricco, fatto su osso “zuccherino”, e nella carta stagnola, avvolta in tre strati di strofinaccio, riposavano ancora calde delle polpette fatte in casa, con un bel tocco […]
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