«Quel babbeo vi registrerà tutti qui!» si vantava mio marito con i suoi parenti. Ma spiegai subito che si sbagliava
L’ufficio passaporti odorava di caffè scadente, carta vecchia e disperazione umana. Olga Petrovna, l’ispettrice capo, sedeva alla sua scrivania dritta come la regina Vittoria. Tutto sulla sua scrivania era in ordine perfetto: le penne erano parallele, le pile di documenti allineate come con il righello. Odiava il disordine. «Ol, guarda qui!» rise Lenochka, la giovane […]
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